Forse non tutti sanno che Barry il nome della fondazione appena fondata allo scopo di aprire il museo prende il nome dal leggendario cane svizzero di razza san bernardo che circa 200 anni fa salvo ben 44 persone tra le quali una bambina che ha trasportato sulla schiena come se fosse un cavallo, dopo averne salvati 43 velocemente trovò anche il quarantaquattresimo disperso, un soldato napoleonico assiderato il quale, spaventatosi alla vista del grande cane e memore della campagna di Russia dove i lupi avevano sbranato dei compagni, estrasse il lungo coltello e infisse vigliaccamente e stupidamente la lama nel fianco del grande cane. Comunque Barry non morì infatti,si trascinò sanguinante fino all'ospizio dove i monaci costernati e tristi lo fasciarono e lo portarono fino a Berna, dal veterinario. La forte fibra del cane resistette ancora due anni ma la povera bestia non poté mai riprendersi e si spense all'età di dodici anni. Il suo corpo imbalsamato, si trova ora al museo di storia naturale della città di Berna.
Dicembre 2004, due mesi fa, i frati dell'Ospizio del San Bernardo avevano annunciato di essere costretti a vendere l'allevamento, perchè non riescono più ad occuparsene. I religiosi hanno posto quale condizione alla vendita che gli animali siano presenti sul passo del San Bernardo tutta la stagione estiva, in modo da permettere ai 10 000 turisti che vi si fermano di ammirare gli animali, simbolo della Svizzera nel mondo intero.
Il leggendario Barry è realmente esistito e la storia nel riquadro a sinistra è tristemente vera..
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Il cane nella foto a sinistra è Barry imbalsamato al museo della scienze naturali aBerna.
Oggi grazie ai proventi di due fondazioni i cani rimarranno dove sono.
Oggi,Ginevra, 24 dic. 2004 - Un gruppo di filantropi svizzeri ha stanziato 4,75 milioni di franchi svizzeri (3,07 milioni di euro) per tenere i San Bernardo, i famosi cani da salvataggio in montagna, sul passo che ha dato loro il nome. Lo ha fatto sapere oggi Rudolf Thomann, presidente del Club svizzero del San Bernardo, annunciando la creazione di due fondazioni per il mantenimento dei cani e la costruzione di un museo dedicato alle loro imprese di salvataggio: in 200 anni hanno soccorso circa 2000 viaggiatori, persi nella nebbia o bloccati nella neve nel Passo del Gran San Bernardo, alla frontiera con l'Italia. MARTIGNY - L'allevamento dei cani San Bernardo proseguirà in Vallese. Gli storici quadrupedi disporranno persino di un museo, ricavato nel vecchio arsenale di Martigny (VS). L'annuncio, due mesi fa, della vendita dell'allevamento da parte dei frati dell'Ospizio San Bernardo ha mobilitato numerosi mecenati.
L'allevamento dei cani sarà affidato alla fondazione "Barry", che sarà creata in gennaio grazie al contributo finanziario fornito da un'artista basilese. La fondazione acquisterà pure il canile di Martigny nel quale gli animali trascorrono l'inverno. Per finanziarie le sue attività future, la fondazione solleciterà il sostegno delle collettività pubbliche.
La fondazione "Barry" collaborerà con la fondazione "Bernard et Carole de Watteville", istituita oggi allo scopo di aprire a Martigny un museo dedicato ai cani. La costruzione sarà interamente finanziata dalla coppia de Watteville, che si è impegnata a coprire gli eventuali disavanzi per i prossimi dieci anni. In entrambi i progetti sono coinvolti anche Léonard Gianadda, fondatore della Fondazione Pierre Gianadda, nonchè il comune di Martigny.